Ascoli Piceno, 23 Novembre, continua la serie positiva per la Fainplast Rugby Ascoli: questa domenica a farne le spese, definizione calzante solo relativamente al risultato finale, sono stati gli amici di Tortoreto i quali, a ben vedere, hanno diverse cose, oltre all’elevatissimo numero di assenti per infortunio, di cui rammaricarsi.
La prima segnatura ascolana nasce infatti al primo minuto di gioco da un errore di trasmissione palla del Tortoreto che mette in condizione Poli di raccogliere l’ovale, evitare un placcaggio e depositare lo stesso in area di meta; Sosi trasforma e si riparte da 7 a 0.
Da questo momento e per circa 60 minuti la partita prosegue con errori, dall’una e dall’altra parte, di tattica, di gestione della palla e di scelte strategiche. Cercando di usare poche parole per descrivere lo spettacolo che avevamo davanti agli occhi si potrebbe dire che Tortoreto era più svelta nelle fasi statiche a mantenere o rubare palla nelle ruck ma non concretizzava; Ascoli giocava meglio, con maggior acume tattico, le poche palle pulite che si procurava ma poi vanificava il tutto per l’incapacità dei suoi trequarti di trasmettere la palla dopo aver assorbito l’avversario o, per gli avanti, di mantenerne il possesso durante le fasi preparatorie all’attacco finale.
A tutto ciò si aggiunga la scelta di entrambe le compagini di non piazzare le punizioni avute a disposizione e si può così avere il quadro esatto di una partita sempre incerta ma senza nessun acuto o predominio. Ai padroni di casa un calcio realizzato avrebbe permesso di portare il punteggio fuori break e agli abruzzesi di mettersi in condizione di passare in vantaggio con una meta anche non trasformata.
E infatti al 60’, minuto nel quale il mister Del Giacco decide di effettuare qualche sostituzione in senso tattico, il tabellone segna ancora (immagine romantica ma decisamente non veritiera in quanto all’Aurini non c’è nessun tabellone) 7 a 0 per la Fainplast. Qualcosa però ora si sveglia, l’ingresso di un fresco Amabilli e lo spostamento a centro di Poli, al posto di uno stanco e non lucido Lavaggi in un ruolo dove può far valere la sua dote migliore, ovvero l’agilità combinata con la sua fisica caparbietà, rendono più decisi gli attacchi degli ascolani. La scelta di Billo Jr. di aprire più palle possibile, di cercare anche con calci a seguire la conquista di terreno permettono ai bianconeri di segnare, con Esposito prima, Sparacino poi e del Moro in conclusione di incontro, altre tre mete conquistando così anche il punto di bonus.
Un complimento personale e sincero va ai ragazzi di Tortoreto che mi hanno colpito per i progressi fatti, nonostante i tanti infortunati e una classifica decisamente non veritiera, almeno per loro, e un abbraccio a Sandrone Porrea, presente sugli spalti a 5 giorni dall’intervento di ricostruzione di tutto il ginocchio, e a Sergio Pignotti, loro allenatore, amico da sempre.
Per il mister ascolano Del Giacco ci sarà molto da fare, a mio giudizio, questa settimana, è infatti difficile pensare di poter contrastare la fortissima squadra dell’ Accademia Avezzano con quello che si è visto oggi. Molti fondamentali sono da rivedere ma, soprattutto, le condizioni psicofisiche di troppi sono sembrate precarie e inadatte ad uno scontro ad alto livello. La cura? Lavorare, lavorare e poi lavorare. Ma con la testa.
La prima segnatura ascolana nasce infatti al primo minuto di gioco da un errore di trasmissione palla del Tortoreto che mette in condizione Poli di raccogliere l’ovale, evitare un placcaggio e depositare lo stesso in area di meta; Sosi trasforma e si riparte da 7 a 0.
Da questo momento e per circa 60 minuti la partita prosegue con errori, dall’una e dall’altra parte, di tattica, di gestione della palla e di scelte strategiche. Cercando di usare poche parole per descrivere lo spettacolo che avevamo davanti agli occhi si potrebbe dire che Tortoreto era più svelta nelle fasi statiche a mantenere o rubare palla nelle ruck ma non concretizzava; Ascoli giocava meglio, con maggior acume tattico, le poche palle pulite che si procurava ma poi vanificava il tutto per l’incapacità dei suoi trequarti di trasmettere la palla dopo aver assorbito l’avversario o, per gli avanti, di mantenerne il possesso durante le fasi preparatorie all’attacco finale.
A tutto ciò si aggiunga la scelta di entrambe le compagini di non piazzare le punizioni avute a disposizione e si può così avere il quadro esatto di una partita sempre incerta ma senza nessun acuto o predominio. Ai padroni di casa un calcio realizzato avrebbe permesso di portare il punteggio fuori break e agli abruzzesi di mettersi in condizione di passare in vantaggio con una meta anche non trasformata.
E infatti al 60’, minuto nel quale il mister Del Giacco decide di effettuare qualche sostituzione in senso tattico, il tabellone segna ancora (immagine romantica ma decisamente non veritiera in quanto all’Aurini non c’è nessun tabellone) 7 a 0 per la Fainplast. Qualcosa però ora si sveglia, l’ingresso di un fresco Amabilli e lo spostamento a centro di Poli, al posto di uno stanco e non lucido Lavaggi in un ruolo dove può far valere la sua dote migliore, ovvero l’agilità combinata con la sua fisica caparbietà, rendono più decisi gli attacchi degli ascolani. La scelta di Billo Jr. di aprire più palle possibile, di cercare anche con calci a seguire la conquista di terreno permettono ai bianconeri di segnare, con Esposito prima, Sparacino poi e del Moro in conclusione di incontro, altre tre mete conquistando così anche il punto di bonus.
Un complimento personale e sincero va ai ragazzi di Tortoreto che mi hanno colpito per i progressi fatti, nonostante i tanti infortunati e una classifica decisamente non veritiera, almeno per loro, e un abbraccio a Sandrone Porrea, presente sugli spalti a 5 giorni dall’intervento di ricostruzione di tutto il ginocchio, e a Sergio Pignotti, loro allenatore, amico da sempre.
Per il mister ascolano Del Giacco ci sarà molto da fare, a mio giudizio, questa settimana, è infatti difficile pensare di poter contrastare la fortissima squadra dell’ Accademia Avezzano con quello che si è visto oggi. Molti fondamentali sono da rivedere ma, soprattutto, le condizioni psicofisiche di troppi sono sembrate precarie e inadatte ad uno scontro ad alto livello. La cura? Lavorare, lavorare e poi lavorare. Ma con la testa.




1 commento:
Ragazzi COMPLIMENTONI.
Siete GRANDI.
Purtroppo per quest'anno io sarò lontano dal campo e forse anche il prossimo. Forse meglio pure perchè da quando non gioco ci sono dei successoni non indifferenti.
Ho saputo che il gruppo si è cementificato e va alla grande.
Sinceramente non riesco neanche ad allenarmi perchè ho molti impegni.
Vedo con piacere che tutti sono migliorati.
Questo grazie a Voi, all'allenatore e alla Dirigeza che è sempre comprensiva e disponibile.
Ho spesso notizie dal nostro capitano Carlo, da Francesco e da Rinaldo.
Da vostro sostenitore vi dico solo due parole:
CONTINUATE COSI'!!!!!!
A Presto.
Gino Petronio.
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